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Press tour veneziano: tra i vicoli della laguna in cerca di una ricetta tutta speciale

11 Giugno 2019

Quel che succede in un ufficio stampa non si può mai prevedere.

Un giorno ci si attacca con impegno e dedizione al telefono, l’altro ci si ritrova in corsa su un vaporetto, a respirare l’aria veneziana in un qualsiasi giorno di giugno.

È quel che è successo la scorsa settimana, quando il nostro ufficio stampa, quasi al completo e in gran carriera, ha lasciato Bologna per partecipare e contribuire alla presentazione stampa organizzata dal Gruppo FINI. L’azienda modenese ha collaborato con Tino Vettorello, Chef olimpico internazionale, per lanciare una ricetta esclusiva ideata per I Granripieni Fini speck e radicchio. Un’occasione importante che richiedeva una preparazione attenta e puntuale: l’ideazione dell’invito dedicato ai giornalisti, il contatto diretto con i partecipanti e la nostra presenza in laguna,  armati di cartelle stampa curate e complete da consegnare sul posto. Mandati gli inviti e coordinato l’arrivo dei presenti, non ci restava che goderci l’evento insieme a loro. Così, girando tra una calle e l’altra, combattendo la tentazione di perdersi nel labirinto di vicoli veneziani, ci siamo ritrovati in un luogo speciale e nascosto, l’Aula Magna Silvio Trentin di Ca’ Dolfin, location d’eccezione con affaccio sul Rio de Ca’ Foscari.

Lo Chef Tino Vettorello ha dedicato «LA RICETTA DEL GRANDE CINEMA» ai Granripieni Fini Speck e Radicchio, adagiandoli in un letto di rucola profumata e ricoprendoli di margherite dall’aroma delicato. Un piatto d’autore che esalta il sapore dell’antica ricetta Fini e che insieme alla stampa abbiamo assaggiato in anteprima durante il buffet nel giardino interno del palazzo storico dell’Università Ca’ Foscari. La ricetta verrà proposta dal ristorante della Terrazza della Biennale di Venezia durante il Festival del Cinema dal 28 agosto al 7 settembre, ma troverà spazio anche sugli scaffali del supermercato in un’edizione speciale da giugno a settembre.

E come non concedersi un breve giro sul Canal Grande a bordo di un vaporetto?
In cerca di nuove ispirazioni e nuovi colori.
Alcune giornate vanno così.

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Borderline 2.0

31 Maggio 2019

C’è chi svuota l’armadio e si rifà il guardaroba, chi punta tutto sull’acconciatura glamour o, ancora, chi cambia approccio e affida a un tono impostato e a un aspetto rilucidato la comunicazione della propria trasformazione. Capita di volersi presentare diversamente a causa del trascorrere degli anni, convinti che invecchiare voglia dire rinunciare alla freschezza e all’audacia della trasgressione, oppure ci si ritrova a chiudere in un cassetto le esperienze di un tempo per avventurarsi lungo la strada della maturità, ben delimitata e assicurata dalla protezione del guard rail del già noto.

Era corretto citare le categorie allergiche al rischio, perché noi non siamo così.
Parliamoci chiaro: quanti lancerebbero il nuovo sito allo scoccare del settimo anniversario? Potevamo pensarci due anni fa o forse aspettare il decennale, ma il dubbio non ci ha sfiorato e alla fine eccoci qui, a trasmettervi cosa quest’evoluzione significa per noi.

Bene, nel 2019 c’era un solo blocco di partenza da cui dar via alla corsa: il web.
Non saremo noi a dirvi quanto il linguaggio e la fruizione digitale del mondo siano oggi indispensabili per bucare lo spazio del marketing e della comunicazione aziendale, ci limiteremo a raccontarvi come abbiamo cavalcato quest’onda per parlare di quel che siamo… rigorosamente per immagini.

Intendiamoci, le parole ci piacciono enormemente: ci giochiamo, le abbiniamo, facciamo di tutto per creare delle connessioni esplosive tra loro. Solo che, per l’occasione, abbiamo scelto di metterle al servizio del codice visivo perché non fossero le uniche a esprimere l’essenza del nostro lavoro.

Spoiler: non sforzatevi di rievocare doppioni, non c’è niente cui abbiamo deciso di ispirarci. Un bel giorno il nostro web designer e IT manager ha trovato il coraggio di costruire un palazzo e di arredarlo insieme ad un’addetta stampa (un po’ copywriter e un po’ event manager, che pazzia) con il supporto di tutti e solo quattro mattoncini in mano: i colori del marchio.
Ci sono volute svariate settimane e tante notti insonni – spese perlopiù a cancellare e rifare, ridisegnare, ridistruggere e riplasmare un risultato già vicino alla sua forma ideale, un po’ come succede alle migliori penne del panorama editoriale di ieri e di oggi – per arrivare a quello che adesso, con discreto orgoglio, vi stiamo presentando.

Un sito progettato interamente da noi, attingendo al serbatoio del nostro estro creativo.
Un tema 100% made in Borderline, senza il ricorso a template o framework preesistenti.
Un’elaborazione strutturale che ha sempre strizzato un occhio al contenuto, rendendone la gestione intuitiva, rapida e quanto più agevole possibile.
L’occhio libero, nel frattempo, esplorava il territorio della grafica e costruiva una veste accattivante, seguendo i dettami del Responsive Web Design e perseguendo la compatibilità con i vari browser.
HTML, CSS e JavaScript hanno rappresentato per qualche tempo le coordinate della nostra bussola.
Con il primo abbiamo costruito la casa, grazie al secondo l’abbiamo tinteggiata e attraverso il terzo abbiamo automatizzato il tutto, come negli appartamenti domotici oggi tanto di moda.
Poi abbiamo pensato di lasciare la porta sempre aperta, come si fa con gli amici. Perché in Borderline la nostra community è fatta proprio di questo, di amici.
Che dite, cominciamo da ora?
Se vi va, siete i benvenuti!

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Restyling della visual identity

22 Maggio 2019

In principio era una finestra. Una cornice che delimita uno spazio, ma che promette uno sguardo pieno di infinite possibilità.
Come vogliono le sue origini che intrecciano parola e lettera per rappresentare un’identità, la genesi del logo di Borderline vedeva i suoi compartimenti professionali incastonati in un telaio dai limiti ben precisi. L’ideazione e la progettazione di un marchio parte dalla prima e inconfondibile immagine che si ha di lui: facile da leggere e da descrivere, un logo deve innanzitutto lasciare il segno.

Con l’occhio rivolto all’originalità e alla qualità del design grafico, Borderline ha rivisto il proprio vestito confezionando nuove immagini coordinate e dando una nuova vita anche al logo: seguendo lo stile della nuova veste grafica si è optato per un aspetto più pulito e lineare che elimina gli sbaffi della versione precedente nel rispetto dell’equilibrio geometrico e visivo. Sempre coerente alle diverse piattaforme che lo ospitano, online e offline, e all’idea di creatività e trasversalità che Borderline vuole trasmettere.

Operazioni analoghe per il rinnovamento della business card: il bianco vira al nero del sito web e contrasta con l’esplosione di colore degli elementi. Le informazioni essenziali vengono mantenute e armonizzate rispetto al nuovo logo e alle icone grafiche dei nostri superpoteri.
Il restyling del logo disintegra i bordi e le squadrature del passato per dare maggiore respiro e ariosità all’immagine finale. Tolta la gabbia che racchiudeva i quattro colori, Borderline è pronta a liberare tutta la sua creatività.

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