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Le mille facce dell’ufficio stampa

14 Ottobre 2019

Uno strumento prezioso e multitasking per comunicare e per gestire tutte le situazioni in cui un’azienda, un ente, un’associazione, un’amministrazione, è protagonista

Negli anni è cresciuta l’importanza dell’ufficio stampa. Tuttavia è bene fare chiarezza, perché spesso sfugge il valore di questo strumento marketing oriented che può rivelarsi prezioso per la realtà che se ne dota, come sappiamo bene in Borderline.
L’ufficio stampa è infatti una struttura che organizza, gestisce e coordina i flussi di informazione, sia all’interno di una realtà che verso il mondo esterno, come dimostrano i tanti casi che la nostra agenzia di comunicazione ha avuto modo di gestire.

Attraverso un dialogo costante con le redazioni giornalistiche, l’ufficio stampa è in grado di veicolare le notizie date dal cliente a giornalisti, prospect, azionisti, blogger, influencer e pr. Di fatto è quindi la voce del cliente, con l’obiettivo di ottenere massima visibilità, migliorare la comunicazione e l’immagine della Committenza, raggiungere un pubblico il più vasto possibile, oppure all’occorrenza selezionato e specializzato, attraverso contenuti di qualità. Nelle unità di crisi, è anche la voce che si leva a garanzia di una realtà, la tutela e cerca di far emergere la verità quando talvolta le segnalazioni risultano fuorvianti.

Una struttura che comunica la sua qualità aumenta il proprio valore, amplificando la portata e la risonanza di ogni sua azione. Ecco perché l’ufficio stampa trasforma gli eventi e i prodotti in notizie, raccoglie, organizza e diffonde dati e spiegazioni per ottenere la giusta visibilità, favorendo lo sviluppo e generando una reputation positiva e favorevole alla crescita.
L’ufficio stampa consente di generare occasioni di visibilità positiva, di prevenire possibili situazioni a rischio sul piano dell’immagine, di accreditare il Cliente nei confronti degli operatori dell’informazione, grazie ad un piano di comunicazione strategico.
L’ufficio stampa proattivo è un consulente specializzato nell’individuare i punti forza per trasformarli in elementi di differenziazione dai competitors. Mira a far conoscere, attraverso i media, le proposte che lo identificano e le relative plusvalenze, non solo per incrementarne il business, ma anche per accrescerne la brand awareness.

Attraverso l’elaborazione dei testi, collabora inoltre all’aggiornamento del sito web, alla redazione di newsletter, articoli e redazionali che consentano agli stakeholder di avere una conoscenza completa della realtà comunicante.
L’ufficio stampa made in Borderline, grazie all’esperienza maturata e alle competenze espresse, è quindi uno strumento multitasking che è garante e partner della realtà con cui collabora.

Associazionismo: la nuova frontiera delle pubbliche relazioni

12 Settembre 2019

“Fare sistema” e rafforzare il proprio messaggio grazie ai rapporti con altre realtà

Le pr sono tra i fattori determinanti per lo sviluppo, soprattutto in tempi così difficili. La comunicazione non è soltanto alla base dei rapporti interpersonali, ma anche aziendali, sia all’interno della singola realtà che nel circuito associativo, così come nella relazione con i portatori di interesse, siano essi clienti o fornitori, istituzioni, enti pubbliche amministrazioni.
Per quanto sia un concetto apparentemente semplice, ancora molte imprese trascurano le pubbliche relazioni. In Borderline spieghiamo spesso come questa timidezza rischi di non valorizzare strutture, azioni, valori. Una mancanza che può penalizzare il business individuale e che, se moltiplicato per un’intera categoria, impedisce persino il diffondersi di una considerazione forte nell’opinione pubblica, comportando implicitamente un’inevitabile ricaduta negativa su tutto il comparto.

In tanti affermano che in Italia ci sia la necessità di “fare sistema”, ma molte volte rimane solo una dichiarazione di intenti. Un’agenzia di comunicazione può essere un valido consulente nell’affrontare le dinamiche che portano alla costruzione di rapporti tra le imprese e di filiera.

Il primo passo è una semplice ma fondamentale riflessione, ovvero la presa di coscienza dell’importanza della comunicazione. Se la trasmissione delle informazioni al pubblico passa inevitabilmente dalle scelte delle singole realtà, molto dipende anche dal modo di porsi verso l’esterno nel proprio ambito territoriale, rafforzata dalla comunicazione rappresentativa della categoria. Intessere relazioni con altre compagini permette di confrontarsi e crescere, sostenersi per superare le difficoltà e travare nuove opportunità di business.

È quanto mai prezioso, soprattutto in questi tempi così delicati, avere approfondimenti, analisi, confronti diretti su temi in discussione. In ciò viene in aiuto l’associazionismo, capace di portare avanti messaggi, inchieste, punti di vista, grazie alle pubbliche relazioni supportate dalle figure preposte da una agenzia di comunicazione e pr.

Dunque investire, non solo in termini economici, ma anche di tempo e attenzione, sulle relazioni pubbliche e associative, è un modo per prendere coscienza di un percorso comune teso al conseguimento di importanti obiettivi. Ascoltare le istanze di colleghi, referenti istituzionali, decisori d’acquisto, prendere visione delle iniziative di altre aziende, apprendere dalle altrui esperienze, diventa un momento di informazione di qualità. Di altrettanta rilevanza è la condivisione di casistiche che possano così portare alla filiera sempre nuovi esempi. Positività e negatività sono entrambe importanti per una visione più ampia di un settore che desidera fare sistema.

Le pubbliche relazioni sono quindi un punto di partenza fondamentale per poter maturare, sia a livello individuale che di categoria, una visione strategica che possa poi tramutarsi in atti concreti. In ciò, un’agenzia di comunicazione e pr è lo strumento privilegiato al servizio di una realtà che guarda al futuro.

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Chi sono? Chi siamo?

30 Luglio 2019

4 passaggi per scrivere un about page onesta e distinguersi dalla folla dei soliti “giovani”, “dinamici” e “leader di settore”.

L’about page non è il regno del luogo comune

L’about page è una delle pagine più visitate dei siti web. Ma allo stesso tempo anche quella con il più alto tasso di abbandono. In teoria dovrebbe rappresentare, per ogni azienda o libero professionista, una vetrina, uno spazio privilegiato in cui mostrare peculiarità e virtù: gli elementi che la rendono unica e la distinguono dalla concorrenza. Ma non è così. La maggior parte dell’about page sono ancora tristemente intrise di luoghi comuni, espressioni vuote e convenzionali. Se non ci credete fatevi un escursione sul web. Anche breve. Scoprirete un mondo omologato, abitato da folle di giovani “dinamici, proattivi, orientati all’innovazione” e attraversato da schiere inverosimili di “leader di settore”. Non vi sembra un po’ strano?

L’about page ha una funzione importante

L’about page ha la funzione di avvicinarvi al vostro pubblico. Di attirare i vostri potenziali clienti per raccontargli chi siete, cosa fate, perché il vostro servizio o prodotto è migliore di altri.  È l’occasione per trasmettere i valori del vostro brand. Detto questo capite quanto sia alta la posta in palio. In ballo c’è la vostra identità. La possibilità di essere riconosciuti e quindi scelti oppure il rischio di essere ignorati perché troppo anonimi o uguale agli altri. Se non volete correre questo rischio e state mettendo mano alla vostra about page seguite i consigli che stiamo per darvi.

Suggerimenti per una about page efficace

Parliamoci chiaro. Per scrivere una about page come si deve occorre liberarsi dalla fretta e dalla pretesa di arrivare nell’immediato a un testo definitivo. Infatti, non si tratta di scrivere una cosa qualunque ma un testo che miri a racchiudere e a sintetizzare i valori e punti di forza della tua azienda o della tua attività. Non è una cosa da poco. Occorre procedere per passaggi:

  1. Raccogliete le informazioni: il primo errore che commettono in tanti è il ricorso a espressioni generiche e altisonanti “professionisti eccellenti”, “alti standard di qualità” e cosi via. Questo accade quando chi scrive non ha ben in mente cosa vuole comunicare e per pigrizia segue il trend generale, credendo di prendere una scorciatoia che però non porta da nessuna parte. Per evitare il vicolo cieco del luogo comune la cosa più semplice da fare è prendere un bel foglio bianco e buttar giù una scaletta di tutti gli argomenti possibili. Per farlo potete ricorrere alla regola giornalistica delle cinque W. Quando è nata l’azienda? Chi l’ha creata? Perché? Ciò che importante è approfondire la risposta a ogni domanda. Vedrete. Scoprirete o riscoprite un sacco di cose sulla vostra azienda o attività.
  2. Selezionate l’essenziale: ora che avete raccolto tutto il materiale pensate di essere pronti a battere sulla tastiera, ma ti sbagli. Adesso dovete accendere il cervello, sfoderare il vostro spirito critico per scegliere cosa eliminare e cosa evidenziare nella vostra about page. Non potete permettervi di travolgere il lettore con un eccesso di informazioni. Perché ricordate: il vostro lettore è anche il vostro potenziale cliente e come tale si aspetta delle risposte concrete, delle soluzioni al suo preciso bisogno. Quindi non vi perdete nei meandri della storia, ma andate subito al punto cercando di rispondere alla seguente domanda. Perché, oggi, il cliente dovrebbe scegliere noi o un altro?
  3. Datevi un tono: adesso che sapete cosa dire, siete pronti a scrivere. Anzi, quasi. Manca ancora un aspetto non trascurabile: il tono di voce o semplicemente lo stile, una combinazione di sintassi, parole e scelte semantiche in grado di rispecchiare la vostra identità. Per chiarire facciamo qualche esempio. Se siete un ristorante di lusso, vi presenterete prediligendo termini ricercati ed aulici con l’obbiettivo di ricreare un’atmosfera esclusiva, se siete un’azienda che vende articoli sportivi ricorrerete a uno stile più diretto ed emozionale. Ancora, se siete un’azienda meccanica, abbandonerete ogni retorica per focalizzare l’attenzione su un copy pulito, puntuale e preciso. In definitiva, dipende tutto dall’universo a cui appartenete, dai vostri valori e da come vi collocate nei confronti dei vostri clienti.
  4. Inserite una call to Action: hai raccontato al potenziale cliente cosa sai fare e come lo sai fare. Lo hai fatto con il tono che ti appartiene, con il tuo personalissimo stile. Purtroppo non basta. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti. A una dimostrazione concreta. Da questo punto di vista,  nulla è più onesto ed efficace di una bella call  Action che invita i visitatori del sito a scoprire tuo portfolio, a esaminare le tue case history di successo o semplicemente a visionare i clienti per cui hai lavorato. Invitali a dare un’occhiata e mostra di che pasta sei fatto.
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Visual Storytelling: amore a prima vista

4 Luglio 2019

Come declinare la brand identity in un’immagine di qualità

Per comunicare ci vuole amore. Amore per ciò che si racconta, amore per le parole, amore per le immagini. Ma, come in tutte le relazioni, ci sono delle regole fondamentali da rispettare, prima fra tutte la creazione di contenuti di qualità.

Quando si parla di comunicazione viene automatico pensare alla scrittura e al content writing, passando poi per le nuove tecniche di storytelling e copywriting. Ma con le rivoluzioni che il web sta attraversando la tendenza è sempre più quella di considerare le parole un’introduzione, un accompagnamento, una spiegazione dell’immagine, vera protagonista di ogni storia. Il linguaggio non è materia solida, è un componente fluido e malleabile, modificabile per diverse esigenze e diverse piattaforme. Scegliere quello più aderente all’immagine selezionata aiuta a ottenere una comunicazione di successo.

Il contenuto visivo è ciò che attira l’attenzione e che, se abbastanza interessante, porterà a leggere il testo di corredo e probabilmente anche ad approdare al tuo sito o al tuo profilo. Tutto il processo inizia con un’immagine originale e ben confezionata seguita a ruota dagli altri elementi in gioco, tappe fondamentali che conducono dritti alla meta grazie al fil rouge della curiosità. La comunicazione oggi è molto più che multimediale, è crossmediale, e utilizza diverse piattaforme e linguaggi che si intrecciano tra loro in armonia. Testi, foto e video vanno a braccetto muovendosi in una coreografia perfettamente architettata: devono avere lo stesso ritmo e la stessa voce per essere egualmente efficaci.

Visual Content Marketing: come usarlo per promuoverti

L’elemento visuale ha più probabilità di imprimersi nella memoria e questo dato si traduce statisticamente in un enorme utilizzo delle immagini in tutto l’universo dell’advertising.

Il Visual Content Marketing si preoccupa che ogni elemento che compone l’immagine sia parte di uno stile coerente studiato e progettato in precedenza che racconti una storia, la tua o quella dell’azienda. Ogni contenuto che prende vita per il web viene lasciato navigare in esso e diventa parte integrante di un mare di informazioni dove è necessario attirare l’attenzione per riuscire ad emergere.

Essere coerenti nella voce e nel contenuto non basta, è importante esserlo anche con le immagini – quegli spunti visivi che sono i primi ad arrivare all’occhio del possibile cliente/follower/spettatore. Lo stile deve essere riconoscibile e tradursi in un’immagine che diventi espressione di un progetto ben delineato.

Non solo fotografia

Da un po’ ci sentiamo ripetere che i video sono la comunicazione del futuro. Non a caso piattaforme come Instagram, Facebook e Snapchat stanno facendo di tutto per portare i propri utenti a produrre e pubblicare contenuti video. Nel tempo anche un social legato alla parola come Twitter si è piegato a questa esigenza. Immagini e video, però, non sono la tua unica via per raccontare chi sei e cosa fai: affidati a infografiche, meme e gif per spiegare meglio un concetto oppure coinvolgere il tuo spettatore.

Consigli pratici per creare un contenuto visuale efficace:

  • da una buona luce nasce una buona fotografia o un buon video, perciò fa in modo che gli ambienti siano ben illuminati, evitando l’uso del flash;
  • scegli i colori del tuo progetto con cura: le cromie nascondono una potenza a volte sottovalutata perciò lavora sulla palette colori per trovare quelli più affini e coerenti;
  • scegli una via da seguire nella composizione fotografica: un ordine preciso o un caos deliberato.
  • utilizza il video in modo creativo: anche se breve può spiegare le fasi di una specifica attività, può essere dimostrativo o fungere da report di un evento.

Una breve lista di tools che ti aiuteranno:

  • Canva è imprescindibile per realizzare grafiche, infografiche e impaginazioni di testo.
  • Vsco, A color story e Snapseed sono app utilissime per fare photoediting.
  • Fotor e Flickr per un ritocco fotografico di base.
  • Cutstory è ottimale per editare materiale video da proporre direttamente nelle story di Instagram.
  • Affidati a Visual.ly o a Info.gram per creare infografiche che arrivano dritte al punto.

Segui la creatività e gioca con i colori!

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Press tour veneziano: tra i vicoli della laguna in cerca di una ricetta tutta speciale

11 Giugno 2019

Quel che succede in un ufficio stampa non si può mai prevedere.

Un giorno ci si attacca con impegno e dedizione al telefono, l’altro ci si ritrova in corsa su un vaporetto, a respirare l’aria veneziana in un qualsiasi giorno di giugno.

È quel che è successo la scorsa settimana, quando il nostro ufficio stampa, quasi al completo e in gran carriera, ha lasciato Bologna per partecipare e contribuire alla presentazione stampa organizzata dal Gruppo FINI. L’azienda modenese ha collaborato con Tino Vettorello, Chef olimpico internazionale, per lanciare una ricetta esclusiva ideata per I Granripieni Fini speck e radicchio. Un’occasione importante che richiedeva una preparazione attenta e puntuale: l’ideazione dell’invito dedicato ai giornalisti, il contatto diretto con i partecipanti e la nostra presenza in laguna,  armati di cartelle stampa curate e complete da consegnare sul posto. Mandati gli inviti e coordinato l’arrivo dei presenti, non ci restava che goderci l’evento insieme a loro. Così, girando tra una calle e l’altra, combattendo la tentazione di perdersi nel labirinto di vicoli veneziani, ci siamo ritrovati in un luogo speciale e nascosto, l’Aula Magna Silvio Trentin di Ca’ Dolfin, location d’eccezione con affaccio sul Rio de Ca’ Foscari.

Lo Chef Tino Vettorello ha dedicato «LA RICETTA DEL GRANDE CINEMA» ai Granripieni Fini Speck e Radicchio, adagiandoli in un letto di rucola profumata e ricoprendoli di margherite dall’aroma delicato. Un piatto d’autore che esalta il sapore dell’antica ricetta Fini e che insieme alla stampa abbiamo assaggiato in anteprima durante il buffet nel giardino interno del palazzo storico dell’Università Ca’ Foscari. La ricetta verrà proposta dal ristorante della Terrazza della Biennale di Venezia durante il Festival del Cinema dal 28 agosto al 7 settembre, ma troverà spazio anche sugli scaffali del supermercato in un’edizione speciale da giugno a settembre.

E come non concedersi un breve giro sul Canal Grande a bordo di un vaporetto?
In cerca di nuove ispirazioni e nuovi colori.
Alcune giornate vanno così.

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Borderline 2.0

31 Maggio 2019

C’è chi svuota l’armadio e si rifà il guardaroba, chi punta tutto sull’acconciatura glamour o, ancora, chi cambia approccio e affida a un tono impostato e a un aspetto rilucidato la comunicazione della propria trasformazione. Capita di volersi presentare diversamente a causa del trascorrere degli anni, convinti che invecchiare voglia dire rinunciare alla freschezza e all’audacia della trasgressione, oppure ci si ritrova a chiudere in un cassetto le esperienze di un tempo per avventurarsi lungo la strada della maturità, ben delimitata e assicurata dalla protezione del guard rail del già noto.

Era corretto citare le categorie allergiche al rischio, perché noi non siamo così.
Parliamoci chiaro: quanti lancerebbero il nuovo sito allo scoccare del settimo anniversario? Potevamo pensarci due anni fa o forse aspettare il decennale, ma il dubbio non ci ha sfiorato e alla fine eccoci qui, a trasmettervi cosa quest’evoluzione significa per noi.

Bene, nel 2019 c’era un solo blocco di partenza da cui dar via alla corsa: il web.
Non saremo noi a dirvi quanto il linguaggio e la fruizione digitale del mondo siano oggi indispensabili per bucare lo spazio del marketing e della comunicazione aziendale, ci limiteremo a raccontarvi come abbiamo cavalcato quest’onda per parlare di quel che siamo… rigorosamente per immagini.

Intendiamoci, le parole ci piacciono enormemente: ci giochiamo, le abbiniamo, facciamo di tutto per creare delle connessioni esplosive tra loro. Solo che, per l’occasione, abbiamo scelto di metterle al servizio del codice visivo perché non fossero le uniche a esprimere l’essenza del nostro lavoro.

Spoiler: non sforzatevi di rievocare doppioni, non c’è niente cui abbiamo deciso di ispirarci. Un bel giorno il nostro web designer e IT manager ha trovato il coraggio di costruire un palazzo e di arredarlo insieme ad un’addetta stampa (un po’ copywriter e un po’ event manager, che pazzia) con il supporto di tutti e solo quattro mattoncini in mano: i colori del marchio.
Ci sono volute svariate settimane e tante notti insonni – spese perlopiù a cancellare e rifare, ridisegnare, ridistruggere e riplasmare un risultato già vicino alla sua forma ideale, un po’ come succede alle migliori penne del panorama editoriale di ieri e di oggi – per arrivare a quello che adesso, con discreto orgoglio, vi stiamo presentando.

Un sito progettato interamente da noi, attingendo al serbatoio del nostro estro creativo.
Un tema 100% made in Borderline, senza il ricorso a template o framework preesistenti.
Un’elaborazione strutturale che ha sempre strizzato un occhio al contenuto, rendendone la gestione intuitiva, rapida e quanto più agevole possibile.
L’occhio libero, nel frattempo, esplorava il territorio della grafica e costruiva una veste accattivante, seguendo i dettami del Responsive Web Design e perseguendo la compatibilità con i vari browser.
HTML, CSS e JavaScript hanno rappresentato per qualche tempo le coordinate della nostra bussola.
Con il primo abbiamo costruito la casa, grazie al secondo l’abbiamo tinteggiata e attraverso il terzo abbiamo automatizzato il tutto, come negli appartamenti domotici oggi tanto di moda.
Poi abbiamo pensato di lasciare la porta sempre aperta, come si fa con gli amici. Perché in Borderline la nostra community è fatta proprio di questo, di amici.
Che dite, cominciamo da ora?
Se vi va, siete i benvenuti!

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Restyling della visual identity

22 Maggio 2019

In principio era una finestra. Una cornice che delimita uno spazio, ma che promette uno sguardo pieno di infinite possibilità.
Come vogliono le sue origini che intrecciano parola e lettera per rappresentare un’identità, la genesi del logo di Borderline vedeva i suoi compartimenti professionali incastonati in un telaio dai limiti ben precisi. L’ideazione e la progettazione di un marchio parte dalla prima e inconfondibile immagine che si ha di lui: facile da leggere e da descrivere, un logo deve innanzitutto lasciare il segno.

Con l’occhio rivolto all’originalità e alla qualità del design grafico, Borderline ha rivisto il proprio vestito confezionando nuove immagini coordinate e dando una nuova vita anche al logo: seguendo lo stile della nuova veste grafica si è optato per un aspetto più pulito e lineare che elimina gli sbaffi della versione precedente nel rispetto dell’equilibrio geometrico e visivo. Sempre coerente alle diverse piattaforme che lo ospitano, online e offline, e all’idea di creatività e trasversalità che Borderline vuole trasmettere.

Operazioni analoghe per il rinnovamento della business card: il bianco vira al nero del sito web e contrasta con l’esplosione di colore degli elementi. Le informazioni essenziali vengono mantenute e armonizzate rispetto al nuovo logo e alle icone grafiche dei nostri superpoteri.
Il restyling del logo disintegra i bordi e le squadrature del passato per dare maggiore respiro e ariosità all’immagine finale. Tolta la gabbia che racchiudeva i quattro colori, Borderline è pronta a liberare tutta la sua creatività.

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